LE MALATTIE DIMENTICATE GRAZIE AI VACCINI: IL TETANO
LE MALATTIE DIMENTICATE GRAZIE AI VACCINI: IL TETANO
Oggi molti associano il tetano soltanto a un chiodo arrugginito. Ma il problema non è la ruggine: sono le spore del Clostridium tetani, presenti nel terreno, nella polvere e nelle feci degli animali, che possono penetrare attraverso ferite, punture o escoriazioni, anche apparentemente insignificanti.
Il batterio produce una potentissima neurotossina che raggiunge il sistema nervoso e impedisce ai muscoli di rilassarsi.
CHE COSA DETERMINAVA?
Il tetano poteva provocare:
rigidità e blocco della mandibola, il cosiddetto trisma;
difficoltà ad aprire la bocca e a deglutire;
contrazioni muscolari generalizzate estremamente dolorose;
inarcamento violento del corpo;
spasmi scatenati anche da una luce, un rumore o un semplice contatto;
paralisi dei muscoli respiratori;
alterazioni della pressione e del ritmo cardiaco;
ricoveri prolungati in terapia intensiva;
morte per insufficienza respiratoria o complicanze cardiovascolari.
Esisteva anche il tetano neonatale, contratto attraverso la contaminazione del cordone ombelicale: il neonato smetteva di succhiare, diventava rigido, sviluppava spasmi e poteva morire in pochi giorni.
QUANTI NE MORIVANO?
Anche con le cure disponibili, il tetano poteva uccidere da 10 a 20 persone ogni 100 ammalate. Nelle casistiche italiane del passato la letalità è stata anche più elevata, soprattutto tra anziani e persone non vaccinate.
In Italia, tra il 2001 e il 2010, furono notificati 594 casi e 169 decessi: morì quasi il 29% delle persone colpite.
Uno studio sull’impatto dei programmi vaccinali ha stimato che la vaccinazione antitetanica abbia evitato in Italia, tra il 1963 e il 2012, circa 34.946 morti. Prima della vaccinazione il tasso di mortalità era di 1,45 decessi ogni 100.000 abitanti, poi sceso a 0,39. Istituto Superiore di Sanità
IL VACCINO HA CAMBIATO LA STORIA, NON HA ELIMINATO IL BATTERIO
Le spore del tetano continuano a essere presenti nell’ambiente e non possono essere eliminate. Il tetano, inoltre, non si trasmette da persona a persona: non esiste quindi alcuna immunità di gruppo capace di proteggere chi non è vaccinato.
Persino superare la malattia non conferisce immunità. L’unica protezione efficace è quella individuale fornita dalla vaccinazione e mantenuta con i richiami.
Non abbiamo dimenticato il tetano perché era scomparso dall’ambiente.
Lo abbiamo dimenticato perché il vaccino ha impedito che la sua tossina continuasse a ucciderci.
Non è il chiodo arrugginito che decide il rischio: è lo stato vaccinale della persona ferita.
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