STIPSI NEI BAMBINI: LE PERETTE NON RISOLVONO IL PROBLEMA
STIPSI NEI BAMBINI: LE PERETTE NON RISOLVONO IL PROBLEMA
Quando un bambino soffre di stipsi, bisogna sempre controllare la regione anale: una ragade può rendere dolorosa l’evacuazione.
Il bambino, per paura del dolore, trattiene le feci. Queste diventano più dure, l’evacuazione ancora più dolorosa e si crea così un circolo vizioso.
Nella stipsi funzionale il trattamento farmacologico di prima scelta è il macrogol, utilizzato alla dose e per il tempo indicati dal pediatra. L’obiettivo non è ottenere una singola evacuazione, ma mantenere le feci morbide abbastanza a lungo da interrompere il meccanismo dolore–paura–ritenzione.
Le perette possono svuotare temporaneamente il retto, ma non curano la stipsi. Se ripetute senza indicazione, possono provocare dolore, irritazione e paura dell’evacuazione, finendo spesso per peggiorare la ritenzione. Clisteri e supposte devono essere riservati a situazioni selezionate e prescritti dal medico.
Anche l’alimentazione è importante:
offrire ogni giorno frutta, verdura, legumi e cereali integrali, in quantità adeguate all’età;
favorire frutti come pera, prugna, kiwi e albicocca;
garantire una normale assunzione di acqua, senza costringere il bambino a bere quantità eccessive;
limitare alimenti poveri di fibre, snack, prodotti ultraprocessati e un consumo eccessivo di latte e derivati;
abituare il bambino a sedersi sul water dopo i pasti, con i piedi ben appoggiati su uno sgabello, senza fretta, pressioni o rimproveri.
Attenzione, però: quando la stipsi è già presente, la sola dieta spesso non basta. Aumentare bruscamente le fibre senza ammorbidire le feci può persino accentuare dolore e gonfiore.
La stipsi non si cura facendo evacuare il bambino una volta: si cura restituendogli evacuazioni morbide, regolari e senza dolore.
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Nota importante
Visualizza il post originale su FacebookI contenuti hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione del pediatra.