LA FABBRICA DEI VIDEODIPENDENTI (come pregiudicare il futuro dei figli)
LA FABBRICA DEI VIDEODIPENDENTI (come pregiudicare il futuro dei figli)
Non sono i bambini a comprare il loro primo smartphone.Non sono loro a decidere che ogni attesa, ogni capriccio e ogni momento di noia debbano essere riempiti da un video.
Siamo noi adulti a consegnarglielo.
Sempre più spesso lo schermo prende il posto della presenza educativa: intrattiene durante i pasti, calma la rabbia, accompagna il sonno e sostituisce il gioco, il movimento, il dialogo e perfino la capacità di annoiarsi.
È una delega comoda, ma può avere un prezzo.
Quando il video diventa lo strumento principale per tranquillizzare il bambino, questi rischia di non imparare gradualmente a riconoscere e regolare le proprie emozioni. Alla sospensione del dispositivo possono comparire irritabilità, rabbia, oppositività e difficoltà ad accettare limiti e attese.
Un utilizzo eccessivo e incontrollato può inoltre associarsi a:
• sonno insufficiente o disturbato;• sedentarietà e aumento del rischio di sovrappeso;• difficoltà di attenzione;• impoverimento del gioco creativo;• minori occasioni di relazione e conversazione;• uso dello schermo o del cibo come risposta automatica alla noia e alle emozioni;• progressiva perdita di interesse per le attività senza telefono.
Non significa che ogni bambino che utilizza un dispositivo svilupperà una dipendenza. La tecnologia può essere utile, educativa e creativa. Il problema nasce quando non accompagna la vita reale, ma la sostituisce.
Molti Paesi stanno limitando gli smartphone nelle scuole. È un segnale importante, ma nessuna legge può sostituire ciò che deve accadere in famiglia.
I bambini imparano soprattutto osservandoci. Non possiamo chiedere loro di posare il telefono se noi controlliamo continuamente il nostro. Non possiamo pretendere attenzione mentre rispondiamo ai messaggi durante la cena.
Servono regole semplici e coerenti:
• niente schermi durante i pasti;• niente dispositivi per interrompere automaticamente ogni pianto;• orari e contenuti adeguati all’età;• telefoni fuori dalla camera durante la notte;• gioco, lettura, movimento e conversazione ogni giorno;• adulti capaci di dare il buon esempio.
Un bambino non ha bisogno di essere intrattenuto continuamente. Ha bisogno di genitori presenti, di limiti, di esperienze reali e anche di imparare ad attraversare la noia.
La vera emergenza non è soltanto una generazione che guarda troppo gli schermi. È una generazione di adulti che rischia di affidare agli schermi una parte crescente del proprio ruolo educativo.
Il telefono può essere uno strumento. Non deve diventare il genitore.
Nota importante
Visualizza il post originale su FacebookI contenuti hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione del pediatra.