In odontoiatria l’antibiotico dipende dalla diagnosi. Il semplice mal di denti, la pulpite o un ascesso localizzato e drenabile non richiedo
In odontoiatria l’antibiotico dipende dalla diagnosi. Il semplice mal di denti, la pulpite o un ascesso localizzato e drenabile non richiedono automaticamente antibiotici: la terapia principale è odontoiatrica, cioè apertura del dente, trattamento canalare, drenaggio o estrazione.
Quando l’infezione è diffusa o presenta febbre, malessere, cellulite, linfadenite o edema progressivo, nell’adulto immunocompetente:
Prima scelta: amoxicillina.
Amoxicillina/acido clavulanico: da riservare alle forme più importanti, resistenti o non responsive alla prima linea; non necessariamente come prima scelta.
Metronidazolo: utile soprattutto per la componente anaerobia, come alternativa in alcuni pazienti allergici alle penicilline o in associazione nelle infezioni severe; attenzione all’alcol e alle interazioni.
Allergia immediata grave alle penicilline: la scelta va personalizzata; possono essere considerate alternative come azitromicina o claritromicina. La clindamicina oggi va impiegata con particolare prudenza per il rischio di colite da C. difficile.
Sono segnali d’urgenza: difficoltà ad aprire la bocca, deglutire o respirare, gonfiore del pavimento orale o del collo, edema rapidamente progressivo, compromissione generale. In questi casi serve valutazione odontoiatrica/maxillo-facciale urgente, non soltanto una prescrizione antibiotica.
Le raccomandazioni sottolineano che, nella maggior parte delle patologie pulpari e periapicali, l’antibiotico non sostituisce il trattamento della causa. American Dental Association
Nota importante
Visualizza il post originale su FacebookI contenuti hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione del pediatra.