DUE BAMBINI, DUE MODI OPPOSTI DI AFFRONTARE LA FEBBRE
DUE BAMBINI, DUE MODI OPPOSTI DI AFFRONTARE LA FEBBRE
Da una parte c’è il bambino cresciuto “a cortisone”: betametasone o altri cortisonici somministrati ogni volta che la febbre è alta, dura qualche giorno o ricompare dopo l’effetto dell’antipiretico.
Dall’altra c’è il bambino che non riceve cortisone per trattare la febbre, ma soltanto quando esiste una precisa indicazione medica.
La differenza non è tra un bambino curato e uno trascurato.
È tra un bambino sottoposto ripetutamente a un farmaco non necessario e un bambino curato rispettando il significato della febbre.
IL CORTISONE NON È UN ANTIPIRETICO
Il cortisone può far diminuire la temperatura perché riduce la risposta infiammatoria dell’organismo. Ma abbassare la febbre non significa curare l’infezione che l’ha provocata.
Nelle comuni infezioni virali dell’infanzia il cortisone:
non elimina il virus;
non abbrevia la malattia;
non previene le convulsioni febbrili;
non impedisce le complicazioni;
può attenuare temporaneamente febbre e sintomi, creando l’impressione di una guarigione;
può rendere meno evidente l’evoluzione dell’infezione e ritardarne la corretta valutazione.
La temperatura può scendere mentre la causa della febbre è ancora presente.
IL BAMBINO CRESCIUTO “A CORTISONE”
Il problema nasce dall’utilizzo frequente, autonomo o ripetuto per febbre, tosse e raffreddore.
Anche cicli brevi possono provocare:
agitazione, irritabilità e cambiamenti del comportamento;
difficoltà ad addormentarsi;
aumento dell’appetito;
nausea, vomito, dolore o bruciore di stomaco;
aumento transitorio della glicemia e della pressione;
riduzione temporanea delle difese immunitarie;
maggiore predisposizione ad alcune infezioni;
mascheramento dei sintomi della malattia.
Con dosi elevate, trattamenti prolungati o cicli molto frequenti possono comparire conseguenze più importanti:
aumento di peso e ritenzione di liquidi;
rallentamento della crescita;
indebolimento delle ossa;
alterazioni metaboliche;
maggiore vulnerabilità alle infezioni;
soppressione della naturale produzione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali.
Questi rischi dipendono da dose, durata, tipo di cortisonico e ripetizione dei trattamenti. Proprio per questo il cortisone non deve diventare una risposta automatica a ogni episodio febbrile.
IL BAMBINO CHE NON RICEVE CORTISONE PER LA FEBBRE
Non è curato meno. È curato meglio.
La febbre è un sintomo e, nella maggior parte dei casi, una risposta utile dell’organismo contro un’infezione. Non deve essere eliminata a qualsiasi costo.
Occorre:
osservare le condizioni generali del bambino;
garantire una buona idratazione;
usare paracetamolo o ibuprofene, quando indicati, soprattutto se il bambino presenta malessere o dolore;
rispettare dosi e intervalli;
ricercare la causa della febbre quando la durata, l’età o le condizioni cliniche lo richiedono;
rivalutare il bambino in presenza di segnali d’allarme.
L’obiettivo non è ottenere immediatamente 36,5 °C. È far stare meglio il bambino e riconoscere ciò che sta causando la febbre.
QUANDO IL CORTISONE SERVE DAVVERO
Il cortisone è un farmaco prezioso e talvolta indispensabile. Può essere indicato, per esempio, in alcune forme di croup, riacutizzazioni dell’asma, reazioni allergiche importanti, malattie infiammatorie o autoimmuni e altre condizioni ben definite.
In questi casi non deve essere demonizzato: deve essere utilizzato nella formulazione, nella dose e per la durata stabilite dal medico.
Il problema non è il cortisone. È il cortisone usato senza una diagnosi e senza una reale indicazione.
NON CURiamo L’ANSIA DEGLI ADULTI SOPPRIMENDO LA RISPOSTA DEL BAMBINO
La febbre che risale non significa che l’antipiretico non abbia funzionato. Significa che la sua azione è terminata mentre la malattia sta ancora seguendo il proprio decorso.
Somministrare cortisone per ottenere una temperatura più bassa può tranquillizzare momentaneamente l’adulto, ma non offre un beneficio al bambino.
Anche noi medici dobbiamo assumerci la responsabilità di non prescriverlo per soddisfare l’aspettativa di una guarigione immediata.
La febbre non si cura con il cortisone. Si osserva il bambino, si tratta il suo malessere e si ricerca la causa quando necessario.
Guardare il bambino, non il termometro.
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Fonti: NHS – corticosteroidi ed effetti indesiderati.
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