DUE BAMBINI, DUE MODI OPPOSTI DI CRESCERE
DUE BAMBINI, DUE MODI OPPOSTI DI CRESCERE
Da una parte c’è il bambino cresciuto “ad antibiotici”: una terapia per ogni febbre, tosse, raffreddore, gola rossa o presunta bronchite, spesso prescritta per tranquillizzare l’ansia degli adulti.
Dall’altra c’è il bambino che riceve l’antibiotico soltanto quando esiste una reale indicazione: un’infezione batterica diagnosticata o fortemente sospettata sulla base della visita e, quando necessari, di esami mirati.
La differenza non è tra un bambino curato e uno trascurato.
È tra un bambino ripetutamente esposto ai rischi di farmaci inutili e un bambino curato in modo appropriato.
GLI ANTIBIOTICI NON SONO FARMACI INNOCUI
Quando l’antibiotico è necessario, i suoi benefici superano i possibili rischi. Quando invece viene somministrato inutilmente, il bambino affronta i rischi senza ricevere alcun beneficio.
Gli antibiotici possono provocare:
diarrea, nausea, vomito e dolori addominali;
eruzioni cutanee e orticaria;
candidosi orale o genitale;
reazioni allergiche, raramente anche gravi;
alterazione del microbiota intestinale, con riduzione anche dei batteri utili;
diarrea associata agli antibiotici e, più raramente, infezione da Clostridioides difficile;
effetti specifici del singolo farmaco su fegato, reni, sangue, sistema nervoso o ritmo cardiaco;
interazioni con altri medicinali;
selezione di batteri resistenti.
Il rischio aumenta con l’accumularsi di prescrizioni, soprattutto quando si utilizzano ripetutamente antibiotici ad ampio spettro.
L’ANTIBIOTICO CAMBIA ANCHE L’ECOSISTEMA DEL BAMBINO
Un antibiotico non elimina soltanto il batterio che si vorrebbe colpire. Può danneggiare anche una parte dei microrganismi utili che vivono nell’intestino, sulla pelle e sulle mucose.
Il microbiota partecipa alla digestione, alla protezione contro altri microrganismi e alla maturazione del sistema immunitario. Dopo una terapia può modificarsi e impiegare tempo per ritrovare il proprio equilibrio.
Sono inoltre in studio possibili associazioni tra esposizioni antibiotiche precoci e ripetute e maggiore probabilità di alcune condizioni future, come allergie, asma, obesità e malattie infiammatorie. Non significa che l’antibiotico ne sia sempre la causa diretta, ma è un motivo ulteriore per evitare qualsiasi esposizione non necessaria.
IL DANNO PIÙ SILENZIOSO: L’ANTIBIOTICO-RESISTENZA
Ogni esposizione esercita una pressione sui batteri: quelli sensibili vengono eliminati, mentre quelli capaci di resistere possono sopravvivere e moltiplicarsi.
Non è il bambino a diventare resistente. Sono i batteri.
Quando arriverà una vera infezione batterica, l’antibiotico abituale potrebbe non funzionare. Potrebbero diventare necessari farmaci meno maneggevoli, più tossici, terapie più lunghe o persino il ricovero.
Somministrare oggi un antibiotico inutile può significare avere domani meno possibilità di curare efficacemente quello stesso bambino.
IL BAMBINO CHE NON RICEVE L’ANTIBIOTICO INUTILE NON È CURATO MENO
È curato meglio.
Quando l’infezione è probabilmente virale, il bambino viene visitato, osservato e trattato per i sintomi realmente presenti. Quando serve, la decisione può essere sostenuta da tampone, emocromo, PCR o altri accertamenti appropriati.
Se viene diagnosticata un’infezione batterica che richiede terapia, l’antibiotico deve essere usato senza esitazioni:
scegliendo quello più mirato;
nella dose corretta;
rispettando gli intervalli;
per la durata indicata.
NON CURiamo L’ANSIA DEGLI ADULTI CON UN FARMACO DATO AL BAMBINO
Anche noi medici abbiamo una responsabilità. Prescrivere per concludere più rapidamente una visita, evitare discussioni o rassicurare una famiglia significa trasferire sul bambino i possibili effetti indesiderati dell’ansia degli adulti.
L’antibiotico necessario può salvare una vita.
L’antibiotico inutile può provocare effetti collaterali, danneggiare il microbiota e selezionare resistenze, senza offrire alcun vantaggio.
Curare bene non significa somministrare più farmaci. Significa sapere quando usarli e avere il coraggio di non usarli quando non servono.
L’antibiotico deve curare un’infezione batterica, non tranquillizzare un genitore.
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Nota importante
Visualizza il post originale su FacebookI contenuti hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione del pediatra.