SABBIA NEGLI OCCHI: LA PRIMA COSA DA FARE È NON STROFINARE
SABBIA NEGLI OCCHI: LA PRIMA COSA DA FARE È NON STROFINARE
Al mare basta una folata di vento, una paletta agitata troppo vicino o una manciata di sabbia lanciata durante il gioco.
Il bambino sente bruciore, chiude l’occhio, lacrima e porta immediatamente le mani al viso. L’istinto dell’adulto è aprirgli le palpebre e cercare i granelli con le dita.
È proprio ciò che bisogna evitare.
Strofinando l’occhio, i granelli di sabbia possono scorrere sulla cornea e provocare piccole abrasioni. Anche dita, fazzoletti, garze e cotton fioc possono aumentare l’irritazione o graffiare la superficie oculare.
Cosa fare:
impedire al bambino di strofinarsi;
portarlo lontano dal vento e dalla sabbia;
pulire delicatamente la sabbia presente intorno all’occhio;
risciacquare abbondantemente con soluzione fisiologica oppure acqua potabile pulita, a temperatura ambiente;
mantenere il getto delicato, facendolo scorrere dall’angolo interno verso l’esterno;
invitare il bambino, se collabora, ad aprire e chiudere più volte l’occhio durante il lavaggio.
Cosa non fare:
non strofinare e non massaggiare la palpebra;
non soffiare dentro l’occhio;
non cercare i granelli con dita, pinzette, fazzoletti o cotton fioc;
non usare colliri antibiotici, cortisonici o anestetici senza indicazione medica;
non forzare l’apertura dell’occhio se il dolore è intenso.
Dopo il lavaggio, una lieve sensazione di fastidio può persistere per poco tempo. È invece necessaria una valutazione medica se il bambino continua a non aprire l’occhio, presenta dolore importante, forte fastidio alla luce, lacrimazione persistente, visione offuscata o sensazione che qualcosa sia ancora rimasto dentro.
Questi sintomi possono indicare un granello trattenuto sotto la palpebra oppure un’abrasione della cornea.
La sabbia deve uscire con il lavaggio, non essere trascinata sull’occhio con lo sfregamento.
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Nota importante
Visualizza il post originale su FacebookI contenuti hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione del pediatra.