LE MALATTIE DIMENTICATE: LA VARICELLA
LE MALATTIE DIMENTICATE: LA VARICELLA
Per molti genitori la varicella è ancora “quella malattia che devono fare tutti”.
Una volta era così: quasi tutti i bambini la prendevano, si riempivano di vescicole, stavano a casa, si grattavano, avevano febbre, prurito, croste, notti insonni. Poi passava.
Ma il fatto che fosse frequente non significa che fosse banale.
La varicella è una malattia virale causata dal virus Varicella-Zoster. Dopo 2-3 settimane di incubazione può comparire febbre, malessere e un’eruzione cutanea molto pruriginosa, spesso con centinaia di lesioni che compaiono a ondate successive: macchie, vescicole, pustole e croste.
Il problema è che oggi la varicella è stata dimenticata proprio perché la vaccinazione ne ha ridotto la circolazione e la percezione del rischio. Quando una malattia si vede meno, molti iniziano a pensare che non sia mai stata importante.
Ma la varicella può complicarsi.
Può causare infezioni batteriche della pelle, cicatrici, polmonite, complicanze neurologiche, sovrainfezioni importanti e quadri più gravi nei neonati, negli adolescenti, negli adulti, nelle donne in gravidanza e nei soggetti immunodepressi.
E non va dimenticato un altro aspetto: il virus non scompare completamente dall’organismo. Dopo l’infezione può restare silente e riattivarsi anni dopo come Herpes Zoster, il cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio”.
La vaccinazione non serve a “evitare due bollicine”.
Serve a prevenire una malattia contagiosa, fastidiosa, potenzialmente complicata e capace di mettere a rischio i soggetti più fragili.
Il vaccino contro la varicella è disponibile e raccomandato. Le reazioni più comuni sono generalmente lievi: dolore o gonfiore nel punto di iniezione, febbre o un lieve esantema. Le reazioni severe sono molto rare.
La memoria corta è uno dei principali nemici della prevenzione.
Le malattie dimenticate non sono diventate innocue.
Sono diventate rare perché abbiamo imparato a prevenirle.
Nota importante
Visualizza il post originale su FacebookI contenuti hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione del pediatra.