TRAUMI NEI BAMBINI: cosa fare e cosa non fare
TRAUMI NEI BAMBINI: cosa fare e cosa non fare
I bambini cadono, corrono, sbattono, si fanno male.
Nella maggior parte dei casi si tratta di piccoli traumi, ma il comportamento dei genitori deve essere corretto: né panico, né superficialità.
La prima cosa da fare è sempre osservare il bambino:
è vigile? piange subito? respira bene? muove braccia e gambe? risponde normalmente?
COSA FARE
In caso di botta, caduta o contusione lieve:
mantenere la calma;
applicare ghiaccio avvolto in un panno, mai direttamente sulla pelle;
tenere il bambino a riposo;
osservare l’evoluzione del dolore, del gonfiore e del comportamento;
usare antidolorifico solo se necessario e con dosaggio corretto.
In caso di ferita o escoriazione:
lavare bene con acqua corrente;
rimuovere eventuale sporco superficiale;
disinfettare con prodotto adatto alla cute;
coprire con garza pulita se serve;
controllare che la vaccinazione antitetanica sia in regola.
Per tagli profondi, ferite al volto, sanguinamento che non si arresta o perdita di tessuto, è meglio far valutare il bambino in Pronto Soccorso. Il Meyer ricorda di rivolgersi ai sanitari quando la ferita è profonda, sanguina senza fermarsi o riguarda zone delicate come il viso.
In caso di trauma cranico lieve, se il bambino piange subito, è vigile, si comporta normalmente e non presenta sintomi particolari, spesso è sufficiente osservarlo a casa nelle ore successive. Il Meyer indica che i bambini asintomatici, dopo trauma cranico minore, di solito richiedono osservazione domiciliare per 48–72 ore.
COSA NON FARE
Non bisogna:
scuotere il bambino;
farlo camminare “per vedere se sta bene” se ha dolore importante;
massaggiare con forza la zona traumatizzata;
mettere ghiaccio direttamente sulla pelle;
usare pomate, disinfettanti aggressivi o rimedi “fai da te” su ferite aperte;
dare farmaci a caso;
sottovalutare un bambino che “sembra diverso dal solito”.
Nel trauma cranico, non serve correre sempre a fare radiografie o TAC: servono quando ci sono criteri clinici. Il Meyer ricorda che radiografia del cranio ed ecografia transfontanellare non sono raccomandate per diagnosticare emorragie intracraniche post-traumatiche.
QUANDO PREOCCUPARSI DAVVERO
Dopo un trauma, soprattutto se ha battuto la testa, bisogna rivolgersi al medico, al Pronto Soccorso o chiamare il 112 se compaiono:
perdita di coscienza, anche breve;
sonnolenza anomala o difficoltà a svegliarlo;
confusione, comportamento strano, pianto inconsolabile;
vomito ripetuto;
forte mal di testa;
difficoltà a camminare o parlare;
debolezza di un braccio o una gamba;
convulsioni;
dolore al collo;
pupille diverse o disturbi visivi;
gonfiore molle del capo;
ferita profonda o sanguinamento importante.
Il Bambino Gesù raccomanda valutazione urgente in caso di perdita di coscienza, disturbi neurologici, più episodi di vomito, dolore al collo o gonfiore molle del capo. Anche il Burlo segnala come campanelli d’allarme vomito ripetuto, sonnolenza anomala, cambiamento del comportamento, difficoltà nell’andatura, alterazioni oculari o convulsioni.
MESSAGGIO AI GENITORI
Dopo un trauma non bisogna curare l’ansia dell’adulto.
Bisogna osservare il bambino.
Una caduta lieve non richiede sempre Pronto Soccorso.
Un trauma importante non va mai minimizzato.
La regola è semplice: non conta solo la botta, conta come sta il bambino dopo la botta.
Nota importante
Visualizza il post originale su FacebookI contenuti hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione del pediatra.