COME ALIMENTARE I BAMBINI D’ESTATE
COME ALIMENTARE I BAMBINI D’ESTATE
Con il caldo i bambini possono avere meno appetito: non bisogna forzarli, ma scegliere meglio cosa offrire.
La regola principale è semplice: più acqua, più frutta e verdura, pasti più leggeri, meno zuccheri e meno cibi pesanti.
È importante offrire acqua spesso, anche se il bambino non la chiede, soprattutto nei più piccoli, che non sempre avvertono o comunicano bene la sete. Nei lattanti allattati al seno, nelle giornate molto calde può essere utile aumentare la frequenza delle poppate. La SIP raccomanda di evitare bevande zuccherate o gassate e di offrire acqua frequentemente.
A tavola meglio privilegiare pasta o riso con condimenti semplici, verdure, legumi, pesce, carne bianca, uova, yogurt, frutta fresca di stagione. Evitare invece pasti troppo abbondanti, fritti, merendine, snack salati, bibite, succhi industriali e gelati usati come sostituti abituali del pasto.
La frutta e la verdura aiutano anche l’idratazione perché contengono acqua e sali minerali; anche il Ministero della Salute raccomanda cibi freschi, facilmente digeribili, ricchi di acqua, con poco sale e attenzione alla corretta conservazione degli alimenti.
Attenzione: il bambino che mangia meno a pranzo perché fa caldo non è malato. Spesso recupera a colazione, a cena o nei momenti più freschi della giornata. Il problema non è mangiare “tanto”, ma mangiare bene.
Da evitare l’abitudine di compensare la poca fame con bibite zuccherate, succhi, merendine o gelati continui: saziano, diseducano il gusto e aumentano il rischio di sovrappeso. La SIP ricorda che le bevande zuccherate possono ridurre l’assunzione di alimenti più completi e aumentare il rischio di obesità.
Messaggio ai genitori: d’estate non serve inseguire il bambino con il piatto. Serve offrirgli acqua, cibi semplici, frutta, verdura e pasti leggeri. Se gioca, urina regolarmente, è vivace e cresce bene, non preoccupiamoci per qualche pasto più scarso.
Nota importante
Visualizza il post originale su FacebookI contenuti hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione del pediatra.