CON IL FUTURO DEI BAMBINI NON SI SCHERZA
CON IL FUTURO DEI BAMBINI NON SI SCHERZA
Voler bene a un bambino non significa riempirgli continuamente il piatto, inseguirlo con il cucchiaio o offrirgli cibo ogni volta che piange, si annoia o fa un capriccio.
Nei primi anni di vita, e in particolare sotto i tre anni, si costruiscono abitudini alimentari e traiettorie di crescita che possono influenzare la salute futura. Una crescita ponderale troppo rapida e un’alimentazione eccessiva aumentano il rischio di sovrappeso e obesità negli anni successivi.
L’obesità infantile non è soltanto un problema estetico. Può favorire:
diabete di tipo 2 e insulino-resistenza;
ipertensione, alterazioni del colesterolo e futuro rischio cardiovascolare;
steatosi epatica;
problemi respiratori, ortopedici e articolari;
pubertà anticipata;
difficoltà psicologiche, isolamento e riduzione dell’autostima.
E soprattutto: un bambino obeso ha maggiori probabilità di diventare un adulto obeso, portandosi dietro conseguenze che possono durare tutta la vita.
Non bisogna mai abbassare la guardia. È necessario proteggere i bambini anche da chi, pur animato da affetto, pensa che la cosa più importante sia farli mangiare sempre e comunque.
I nonni, i familiari e chiunque si occupi del bambino devono rispettare alcune regole fondamentali:
non forzarlo a mangiare; non usare il cibo come premio, consolazione o ricatto; non sostituire ogni rifiuto con qualcosa di più appetitoso; rispettare i segnali di fame e sazietà; offrire alimenti sani nelle quantità adeguate all’età.
Un bambino sano non deve mangiare quanto desidera l’adulto. Deve imparare a riconoscere la propria fame e a fermarsi quando è sazio.
L’obesità acquisita nei primi anni può presentare il conto per tutta la vita.
Proteggere un bambino significa anche avere il coraggio di dire: basta, non deve mangiare ancora.
Nota importante
Visualizza il post originale su FacebookI contenuti hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione del pediatra.