VOMITO E DIARREA: È DAVVERO NECESSARIO ARRIVARE AL RICOVERO?
VOMITO E DIARREA: È DAVVERO NECESSARIO ARRIVARE AL RICOVERO?
Troppo spesso un bambino con gastroenterite finisce in Pronto Soccorso o viene ricoverato non perché abbia bisogno fin dall’inizio di una flebo, ma perché a casa non si riesce a somministrare correttamente la soluzione reidratante orale.
In caso di vomito e diarrea, la terapia più importante non è il “farmaco per bloccare tutto” e non è la semplice acqua: è la soluzione reidratante orale, che contiene acqua, glucosio e sali minerali nelle giuste proporzioni.
Nella maggior parte dei bambini con disidratazione lieve o moderata, la reidratazione orale è preferibile alla terapia endovenosa. La flebo diventa necessaria soprattutto in caso di shock, disidratazione importante o reale impossibilità a tollerare i liquidi per bocca.
COME RIUSCIRE A FARLA BERE
L’errore più comune è offrire subito grandi quantità. Lo stomaco irritato si distende e il bambino vomita nuovamente.
Bisogna procedere con pazienza:
offrire 5 ml, circa un cucchiaino, ogni 1–2 minuti;
utilizzare un cucchiaino, una siringa orale senza ago o una piccola tazzina;
non lasciare il bicchiere al bambino chiedendogli di bere liberamente;
aumentare lentamente la quantità soltanto quando i piccoli sorsi vengono trattenuti;
continuare anche durante la notte, se le perdite sono importanti.
L’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda piccoli sorsi frequenti; se il bambino vomita, bisogna attendere circa 10 minuti e poi riprendere più lentamente.
Un episodio di vomito durante la reidratazione non significa che tutto il liquido sia stato perso e non è un motivo per abbandonare immediatamente il tentativo.
PICCOLI ACCORGIMENTI UTILI
La soluzione può essere proposta fresca di frigorifero, perché spesso risulta più tollerabile. Nei bambini più grandi si può utilizzare una cannuccia o trasformarla in piccoli ghiaccioli, purché si tratti sempre di vera soluzione reidratante e la quantità complessiva sia controllata.
È utile cambiare modalità senza cambiare terapia: cucchiaino, siringa, bicchierino, cannuccia. Non bisogna però sostituire la soluzione con bevande più gradite ma inadeguate.
Acqua da sola, tè, camomilla, succhi di frutta, bibite zuccherate, bevande sportive e cola non hanno la corretta composizione di sali e zuccheri e possono anche peggiorare la diarrea. Dopo la reidratazione si può riprendere precocemente l’alimentazione abituale e continuare l’allattamento; succhi e bevande gassate dovrebbero essere evitati finché persiste la diarrea.
NON FORZARE IL CIBO, MA NON SOSPENDERE I LIQUIDI
Durante le prime ore il bambino può mangiare poco: non è questo il problema principale. La priorità è mantenere una quantità sufficiente di liquidi e sali.
L’allattamento al seno deve continuare. Una volta migliorata l’idratazione, il bambino può riprendere gradualmente la normale alimentazione, senza diete punitive o digiuni prolungati.
QUANDO SERVE UNA VALUTAZIONE URGENTE
Occorre rivolgersi rapidamente al medico o al Pronto Soccorso se il bambino:
è molto sonnolento, poco reattivo o difficilmente risvegliabile;
non urina per molte ore o presenta pannolino persistentemente asciutto;
ha bocca molto asciutta, occhi infossati o assenza di lacrime;
presenta estremità fredde, pallore, respiro anomalo o peggioramento generale;
vomita continuamente anche quantità minime;
presenta vomito verde, sangue nel vomito o nelle feci;
ha dolore addominale intenso o localizzato;
è molto piccolo, fragile o affetto da patologie croniche.
La soluzione reidratante non deve essere semplicemente “offerta”: deve essere somministrata con metodo, lentamente e con costanza.
Molti accessi in ospedale potrebbero essere evitati comprendendo una regola semplice:
non grandi bicchieri tutti insieme, ma pochi millilitri, continuamente.
La pazienza del genitore, in queste situazioni, può evitare al bambino disidratazione, flebo e ricovero.
Nota importante
Visualizza il post originale su FacebookI contenuti hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione del pediatra.