QUANTA ACQUA DEVE BERE UN BAMBINO?
QUANTA ACQUA DEVE BERE UN BAMBINO?
L’acqua è indispensabile per la regolazione della temperatura corporea, la funzione renale e intestinale, la circolazione, l’attività muscolare e il mantenimento dell’attenzione. Nei bambini il rischio di disidratazione è maggiore rispetto agli adulti, soprattutto durante il caldo, l’attività fisica, la febbre, il vomito o la diarrea.
Fabbisogno giornaliero indicativo
Secondo i valori italiani LARN, l’apporto totale di acqua dovrebbe essere circa:
Età Acqua totale al giorno
0–6 mesi garantita da latte materno o formula
6–12 mesi circa 800 ml
1–3 anni circa 1.200 ml
4–6 anni circa 1.600 ml
7–10 anni circa 1.800 ml
Maschi 11–14 anni circa 2.100 ml
Femmine 11–14 anni circa 1.900 ml
Maschi 15–17 anni circa 2.500 ml
Femmine 15–17 anni circa 2.000 ml
Questi valori comprendono tutta l’acqua introdotta durante la giornata: acqua bevuta, latte, altre bevande e acqua contenuta negli alimenti, come frutta, verdura, minestre e yogurt. Non significano quindi che un bambino di tre anni debba bere 1,2 litri di sola acqua. Sono inoltre riferimenti medi per bambini sani, in condizioni climatiche normali e con attività fisica moderata.
Attenzione ai lattanti
Nei primi sei mesi, un bambino correttamente allattato al seno o con formula non ha normalmente bisogno di acqua aggiuntiva, neppure durante il caldo: il latte soddisfa anche il fabbisogno idrico. Con l’inizio dell’alimentazione complementare, intorno ai sei mesi, si può cominciare a proporre acqua in piccole quantità, preferibilmente con bicchiere o tazza.
Quando deve bere di più?
Il fabbisogno aumenta:
nelle giornate molto calde e umide;
durante e dopo lo sport o il gioco intenso;
quando il bambino suda molto;
in presenza di febbre;
durante vomito o diarrea;
durante lunghi viaggi o permanenza al sole.
In caso di vomito o diarrea importante, la sola acqua può non essere sufficiente: può essere necessaria una soluzione reidratante orale, che reintegra anche sali e glucosio nelle corrette proporzioni.
Perché bere adeguatamente fa bene
Una buona idratazione:
mantiene efficiente la regolazione della temperatura;
favorisce una normale funzione renale;
facilita l’evacuazione e contribuisce a prevenire feci dure;
sostiene l’attività fisica;
aiuta attenzione, memoria e rendimento scolastico;
riduce il ricorso a bibite zuccherate quando l’acqua diventa la bevanda abituale.
L’accesso regolare all’acqua può contribuire a mantenere l’idratazione e può migliorare alcuni aspetti delle funzioni cognitive nei bambini e negli adolescenti.
Cosa può succedere quando beve poco?
Una ridotta introduzione di liquidi può causare:
sete intensa;
bocca e labbra asciutte;
urine più scure e concentrate;
minore quantità di urina;
stanchezza, irritabilità e mal di testa;
difficoltà di concentrazione;
ridotta tolleranza al caldo e allo sport;
stitichezza;
nei casi più importanti, sonnolenza, occhi infossati e peggioramento delle condizioni generali.
Nel lattante bisogna osservare soprattutto la diminuzione dei pannolini bagnati, l’assenza di lacrime, la bocca asciutta, la fontanella infossata e una minore vivacità.
Come educare un bambino a bere
L’abitudine si costruisce fin dai primi anni:
Offrire acqua regolarmente, senza aspettare che il bambino la chieda.
Proporla al risveglio, durante i pasti, nelle pause di gioco, prima di uscire e al ritorno.
Lasciare sempre disponibile una borraccia riconoscibile e facile da usare.
Portare la borraccia a scuola, al parco, al mare e durante lo sport.
Bere acqua insieme al bambino: l’esempio dei genitori è più efficace delle raccomandazioni.
Non sostituire l’acqua con succhi, tè zuccherati, bevande gassate o sportive.
Non aggiungere abitualmente zucchero, sciroppi o preparati solubili.
Rendere il gesto automatico: «prima di uscire beviamo», «dopo il gioco beviamo».
Non trasformare l’acqua in una battaglia: proporla spesso, in piccole quantità e senza forzare.
In estate offrire anche alimenti ricchi di acqua, come frutta e verdura, ricordando però che non sostituiscono completamente il bere.
Un indicatore pratico: un bambino che urina regolarmente e presenta urine giallo chiaro è generalmente ben idratato. Urine persistentemente scure e poco frequenti richiedono maggiore attenzione.
Bere è un’abitudine che si insegna. L’acqua deve essere disponibile prima che arrivi la sete, soprattutto nei bambini piccoli, che spesso sono troppo impegnati a giocare per ricordarsi di bere.
Nota importante
Visualizza il post originale su FacebookI contenuti hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione del pediatra.