MANIFESTO CONTRO LA "cura “nazional-popolare”: antibiotico e cortisone per tutto
MANIFESTO CONTRO LA "cura “nazional-popolare”: antibiotico e cortisone per tutto
C’è una terapia molto diffusa, quasi automatica:
antibiotico e cortisone.
Febbre? Antibiotico.
Tosse? Cortisone.
Raffreddore? Antibiotico “per evitare complicazioni”.
Mal di gola? Antibiotico, anche senza tampone.
Bambino che respira male dal naso? Cortisone.
Virus? Antibiotico, “non si sa mai”.
Questa non è prudenza.
Questa è cattiva abitudine.
E spesso nasce dalla paura: la fretta di “fare qualcosa subito”, la convinzione che un farmaco forte sia sinonimo di cura migliore, l’idea sbagliata che se non si prescrive nulla allora non si stia curando.
Ma un bambino non guarisce meglio perché prende più farmaci.
Un bambino guarisce meglio quando riceve il farmaco giusto, al momento giusto, per il motivo giusto.
La maggior parte delle infezioni dei bambini è virale. In questi casi l’antibiotico non serve, non accorcia la malattia, non fa scendere prima la febbre, non previene automaticamente bronchiti, otiti o polmoniti.
In compenso può fare danni: diarrea, reazioni allergiche, alterazione del microbiota intestinale, selezione di batteri resistenti. E ogni antibiotico dato inutilmente oggi può rendere meno efficace una terapia domani, quando servirà davvero.
E il cortisone?
Il cortisone è un farmaco importante, a volte indispensabile.
Ma proprio perché è potente, non va banalizzato.
Il cortisone non è uno sciroppo “per calmare la tosse”.
Non è la soluzione per ogni raffreddore.
Non è il rimedio per ogni gola arrossata.
Non è il farmaco da dare “così il bambino si riprende prima”.
Il cortisone agisce anche riducendo l’attività del sistema immunitario.
In altre parole, spegne una parte della risposta di difesa dell’organismo.
Questo può essere utile quando c’è un’infiammazione importante da controllare, come in alcune crisi asmatiche, nel croup, in specifiche reazioni allergiche o in altre condizioni ben definite.
Ma se viene usato senza reale indicazione, soprattutto durante infezioni virali comuni, può diventare un problema: può mascherare i sintomi, dare l’impressione di un miglioramento temporaneo, ritardare una diagnosi corretta e, in alcuni casi, rendere l’organismo meno efficace nel contrastare l’infezione.
Il bambino sembra stare meglio perché l’infiammazione viene “spenta”.
Ma non sempre questo significa che la malattia stia guarendo davvero.
Abbassare la febbre, calmare la tosse o ridurre l’infiammazione non significa automaticamente curare la causa.
Usare cortisone per ogni tosse o raffreddore può trasformarsi in una scorciatoia pericolosa: si attenua il sintomo, si tranquillizzano gli adulti, ma si può disturbare il naturale lavoro del sistema immunitario.
Il cortisone non deve servire a “fare bella figura”.
Non deve servire a far dire: “finalmente qualcosa ha funzionato”.
Non deve servire a coprire l’ansia di chi vuole una soluzione immediata.
Il cortisone va usato quando serve davvero.
Non quando fa comodo.
Non quando tranquillizza.
Non quando si vuole accelerare a tutti i costi una malattia che deve semplicemente fare il suo decorso.
Il problema non è usare antibiotico e cortisone.
Il problema è usarli quando non servono.
E qui i genitori hanno una grande responsabilità.
Non bisogna pretendere una cura “forte”.
Non bisogna misurare la bravura del medico dal numero di farmaci prescritti.
Non bisogna pensare che uscire da una visita senza antibiotico o senza cortisone significhi essere stati trascurati.
A volte la scelta più seria è proprio non prescrivere.
Dire “diamolo lo stesso” non è proteggere il bambino.
È esporlo a rischi inutili.
Dire “così siamo più tranquilli” non è medicina.
È paura trasformata in terapia.
Dire “l’altra volta ha funzionato” non significa che servisse davvero. Molte infezioni virali guariscono comunque, anche se nel frattempo è stato dato un farmaco inutile.
La vera cura non è accontentare l’ansia.
La vera cura è fare diagnosi, valutare il bambino, osservare l’evoluzione, usare quando necessario test rapidi, tampone per streptococco, test virali, PCR, emocromo, otoscopia.
Curare bene significa anche saper aspettare, spiegare, controllare, rivalutare.
Antibiotico e cortisone salvano vite quando sono necessari.
Ma diventano un danno quando vengono usati per abitudine, pressione o paura.
Un genitore responsabile non chiede:
“Dottore, mi dia qualcosa di forte.”
Un genitore responsabile chiede:
“Serve davvero?”
Perché proteggere un bambino significa anche proteggerlo dagli eccessi, dalle cure inutili e dalle terapie date solo per tranquillizzare gli adulti.
Meno paura.
Meno automatismi.
Meno antibiotici e cortisone “per sicurezza”.
Più diagnosi.
Più buon senso.
Più medicina vera.
Nota importante
Visualizza il post originale su FacebookI contenuti hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione del pediatra.