Estate e bambini: il sole non è un gioco.
Estate e bambini: il sole non è un gioco.
Il sole fa bene, ma l’esposizione indiscriminata no.
Un bambino non può stare al sole “finché resiste”, perché la sua pelle è più delicata, si scotta più facilmente e i danni da raggi UV si accumulano nel tempo. Le scottature in età pediatrica aumentano il rischio di danni cutanei futuri, compreso il rischio di tumori della pelle in età adulta. La protezione dai raggi UV durante infanzia e adolescenza è quindi una vera prevenzione sanitaria.
Quando esporli al sole
Gli orari migliori sono:
mattina presto, indicativamente fino alle 10:00-10:30;
tardo pomeriggio, dopo le 17:00.
La fascia da evitare è quella centrale, soprattutto tra 11:00 e 16:00, quando i raggi UV sono più intensi. Diverse raccomandazioni internazionali indicano di limitare il sole nelle ore centrali e preferire ombra, abiti e cappello rispetto alla sola crema solare.
Quanto tempo?
Non esiste un tempo valido per tutti: dipende da età, fototipo, stagione, luogo, vento, nuvole, altitudine e indice UV.
Come regola pratica:
nei lattanti sotto i 6 mesi, evitare il sole diretto; meglio ombra, carrozzina ben ventilata, cappellino e abiti leggeri protettivi. La FDA e l’NHS raccomandano per questa età soprattutto ombra e protezione fisica.
nei bambini più grandi, esposizioni brevi e progressive: pochi minuti iniziali, poi aumentare con prudenza, sempre fuori dagli orari critici;
mai lasciare il bambino fermo al sole per lungo tempo, nemmeno “per abbronzarsi”;
se la pelle diventa rossa, calda o dolente, il danno è già iniziato.
Precauzioni fondamentali
La crema solare serve, ma non autorizza a stare più ore al sole. Deve essere usata insieme a ombra, cappello, occhiali e indumenti protettivi. L’OMS sottolinea che la protezione migliore si ottiene con ombra e vestiti; la crema va usata sulle zone non coperte e non per prolungare l’esposizione.
Usare crema solare ad ampio spettro UVA/UVB, almeno SPF 30, meglio SPF 50 nei bambini piccoli o con pelle chiara.
Applicarla prima dell’esposizione e riapplicarla ogni 2 ore, dopo bagno, sudorazione o asciugatura.
Usare cappello a tesa larga, occhiali da sole con protezione UV, maglietta o indumenti anti-UV, soprattutto al mare.
Ricordare che acqua, sabbia e cemento riflettono i raggi solari: ci si può scottare anche sotto l’ombrellone.
Attenzione anche alle giornate nuvolose: i raggi UV passano comunque.
Messaggio chiave per i genitori
Il bambino non deve “fare il pieno di sole”.
Deve giocare all’aperto, sì, ma con buon senso: orari giusti, esposizione breve, ombra, cappello, vestiti protettivi e crema solare.
Il sole non va demonizzato, ma nemmeno sottovalutato.
In estate la pelle dei bambini va protetta, non messa alla prova.
Nota importante
Visualizza il post originale su FacebookI contenuti hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione del pediatra.