Farmaci in gravidanza o allattamento: chi prescrive deve responsabilmente informarsi,avere rispetto del proprio paziente non scaricarlo
Farmaci in gravidanza o allattamento: chi prescrive deve responsabilmente informarsi,avere rispetto del proprio paziente non scaricarlo
Quando un medico, un dentista o qualunque altro professionista sanitario prescrive un farmaco a una donna in gravidanza o in allattamento, ha il dovere professionale di verificarne la compatibilità.
Rimandare la paziente al pediatra con frasi del tipo:
“Chieda al pediatra se può prenderlo”
non è un comportamento corretto.
Il pediatra si occupa del bambino.
Non può essere trasformato nel “responsabile finale” di ogni prescrizione fatta da altri professionisti.
Chi prescrive un antibiotico, un antidolorifico, un anestetico, un antinfiammatorio o qualunque altro farmaco deve sapere dove controllare, deve consultare le fonti corrette e deve assumersi la responsabilità della propria prescrizione.
Nessun medico può conoscere a memoria la compatibilità di tutti i farmaci in gravidanza e allattamento: sarebbe impossibile per chiunque.
Ma ogni professionista deve sapere come informarsi.
Esistono banche dati, schede tecniche, centri antiveleni, servizi di farmacovigilanza e fonti dedicate alla sicurezza dei farmaci in gravidanza e allattamento.
Scaricare la decisione su un altro medico significa spesso:
non dedicare tempo adeguato alla paziente;
non assumersi la responsabilità della prescrizione;
creare confusione e ansia;
far rimbalzare la madre da un professionista all’altro.
La risposta corretta non è:
“Chieda al pediatra.”
La risposta corretta è:
“Mi informo sulle fonti appropriate e le dico se questo farmaco è compatibile con la sua condizione.”
La paziente ha diritto a una prescrizione consapevole.
Il professionista ha il dovere di prescrivere con competenza, responsabilità e attenzione.
Nota importante
Visualizza il post originale su FacebookI contenuti hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione del pediatra.