Controindicazioni reali ai vaccini: facciamo chiarezza
Controindicazioni reali ai vaccini: facciamo chiarezza
Cari genitori,
spesso si rimanda una vaccinazione per paura, per dubbi o per motivi che sembrano importanti ma che, nella maggior parte dei casi, non sono vere controindicazioni.
Un bambino con raffreddore lieve, tosse leggera, dermatite atopica, allergie comuni, terapia antibiotica in corso, febbre avuta nei giorni precedenti ma ormai risolta, o una precedente reazione locale al vaccino, di solito può essere vaccinato.
Le vere controindicazioni ai vaccini sono poche e precise:
1. Reazione allergica grave, tipo anafilassi
dopo una precedente dose dello stesso vaccino o verso un suo componente.
2. Grave immunodeficienza
soprattutto per alcuni vaccini vivi attenuati.
3. Gravidanza
per alcuni vaccini vivi attenuati.
4. Grave encefalopatia dopo un vaccino contenente pertosse
entro 7 giorni dalla vaccinazione, senza altra causa evidente.
Tutto il resto non va banalizzato, ma va valutato correttamente.
False controindicazioni molto frequenti
Non sono vere controindicazioni, nella maggior parte dei casi:
raffreddore;
tosse lieve;
febbre avuta nei giorni precedenti ma ormai risolta;
terapia antibiotica in corso;
dermatite atopica;
allergie comuni;
familiarità per allergie;
prematurità, salvo valutazioni specifiche;
allattamento;
storia familiare di convulsioni febbrili;
reazioni locali lievi dopo precedenti vaccini;
pianto, febbre o irritabilità dopo una precedente vaccinazione.
Anche l’allergia all’uovo, spesso temuta dai genitori, non è automaticamente una controindicazione alle vaccinazioni. In particolare, non deve essere considerata da sola un motivo per rinunciare o rimandare vaccini importanti come MPR e, nella maggior parte dei casi, anche il vaccino antinfluenzale.
Il messaggio importante è semplice:
non tutto ciò che spaventa è una controindicazione.
Le vere controindicazioni sono poche e vanno valutate seriamente.
Rimandare una vaccinazione senza una vera ragione medica significa lasciare il bambino scoperto davanti a malattie che possono essere molto più pericolose del vaccino.
La prudenza non è evitare i vaccini.
La prudenza è vaccinare quando è indicato, riconoscendo le vere controindicazioni e non lasciandosi guidare dalla paura.
Per dubbi reali, parlatene sempre con il pediatra.
Nota importante
Visualizza il post originale su FacebookI contenuti hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione del pediatra.