Febbre che non scende
Febbre che non scende
Cosa significa davvero e quando preoccuparsi
Una delle frasi più frequenti dei genitori è:
“Dottore, la febbre non scende!”
Ma bisogna chiarire una cosa fondamentale:
la febbre non deve necessariamente sparire dopo l’antipiretico.
L’antipiretico non serve a “normalizzare” la temperatura.
Serve soprattutto a migliorare il benessere del bambino.
L’errore più comune
Molti genitori pensano che, se dopo paracetamolo o ibuprofene la febbre non torna subito a 36,5 °C, allora qualcosa non va.
Non è così.
Se un bambino passa da 39,5 °C a 38,5 °C, e sta meglio, gioca un po’, beve, è più tranquillo, il farmaco ha funzionato.
Non bisogna inseguire il numero sul termometro.
La febbre alta non significa automaticamente malattia grave
Una febbre a 39-40 °C può comparire anche in infezioni virali comuni.
La gravità non si giudica solo dal numero, ma da come sta il bambino.
Conta molto di più osservare:
respira bene?
è vigile?
beve?
urina?
risponde agli stimoli?
ha un colorito normale?
quando la febbre scende un po’, migliora?
Un bambino con 39 °C ma reattivo, che beve e respira bene, può preoccupare meno di un bambino con 37,8 °C ma abbattuto, pallido, sonnolento o con difficoltà respiratoria.
Cosa fare se la febbre non scende
1. Non andare nel panico
La febbre è una risposta dell’organismo.
Non è il nemico da distruggere a ogni costo.
2. Dare l’antipiretico solo se serve
Paracetamolo o ibuprofene vanno usati se il bambino è sofferente, dolorante, molto infastidito o non riesce a riposare.
Non vanno dati solo per correggere un numero.
3. Usare il dosaggio corretto
Il dosaggio nei bambini si calcola in base al peso, non solo all’età.
Un dosaggio troppo basso può sembrare “inefficace”.
Un dosaggio eccessivo può essere pericoloso.
4. Aspettare il tempo giusto
L’antipiretico non agisce in 5 minuti.
Serve tempo. Spesso il miglioramento si valuta dopo 45-60 minuti.
5. Non coprire troppo il bambino
Coprire eccessivamente il bambino può ostacolare la dispersione del calore.
Meglio vestiti leggeri, ambiente non troppo caldo e bambino comodo.
6. Offrire liquidi
Con la febbre il bambino perde più liquidi.
Non bisogna forzare il cibo, ma è importante offrire spesso acqua, latte, soluzioni reidratanti se indicate, o piccoli sorsi frequenti.
Cosa NON fare
Non alternare farmaci senza indicazione del pediatra.
Non svegliare il bambino solo per misurare la febbre.
Non fare spugnature fredde o bagni freddi.
Non usare alcool sulla pelle.
Non dare antibiotico “perché la febbre non scende”.
Non usare cortisone per abbassare la febbre.
Non coprire troppo il bambino.
Non misurare la temperatura ogni 10 minuti.
Non farsi guidare solo dal numero.
Antibiotico? Non perché la febbre è alta
La febbre alta non significa automaticamente infezione batterica.
Molte febbri alte sono virali.
L’antibiotico serve solo quando c’è un sospetto fondato o una diagnosi di infezione batterica.
Dare antibiotico “per sicurezza” non fa scendere prima la febbre, può dare effetti collaterali e contribuisce all’antibiotico-resistenza.
Cortisone? Non per far scendere la febbre
Il cortisone non è un antipiretico da usare per “spegnere” la febbre.
Può essere utile in alcune condizioni precise, come laringite importante, broncospasmo selezionato, reazioni allergiche o altre situazioni indicate dal medico.
Usarlo solo per far “vedere” la febbre più bassa è un errore.
Quando preoccuparsi davvero
Bisogna contattare il pediatra o valutare rapidamente il bambino se:
ha meno di 3 mesi e febbre;
appare molto abbattuto, sonnolento o poco reattivo;
respira male;
ha labbra bluastre o colorito grigiastro;
non beve o urina molto poco;
ha vomito persistente;
ha rigidità del collo;
ha macchie sulla pelle che non scompaiono alla pressione;
ha convulsioni;
ha dolore intenso;
la febbre dura oltre 3 giorni;
peggiora invece di migliorare;
il genitore ha la sensazione che “qualcosa non va”.
Frase chiave per i genitori
La febbre non va inseguita.
Va interpretata.
Non conta solo quanto segna il termometro.
Conta soprattutto come sta il bambino.
Messaggio finale
La febbre che non scende subito non significa automaticamente pericolo.
L’obiettivo non è portare il bambino a 36,5 °C.
L’obiettivo è farlo stare meglio, idratarlo, osservarlo e riconoscere i veri segnali di allarme.
Non curate il termometro.
Guardate il bambino.
Nota importante
Visualizza il post originale su FacebookI contenuti hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione del pediatra.