Punture di insetti
Punture di insetti
Che fare e che non fare
Le punture di insetti sono molto frequenti nei bambini. Nella maggior parte dei casi provocano solo una reazione locale: rossore, gonfiore, prurito o bruciore.
Le zecche, invece, meritano un’attenzione diversa: non provocano sempre dolore immediato, ma vanno rimosse correttamente e il bambino va osservato nei giorni successivi.
1. Punture comuni di insetti
Zanzare, pappataci, pulci, tafani e altri insetti possono provocare:
pomfo;
rossore;
prurito;
gonfiore locale;
fastidio o bruciore;
piccola crosticina se il bambino si gratta.
Nei bambini la reazione può essere anche vistosa, perché la pelle è più reattiva. Un gonfiore importante non significa automaticamente allergia grave.
2. Punture di api, vespe e calabroni
Queste punture possono essere più dolorose.
Se è presente il pungiglione, va rimosso con delicatezza, evitando di schiacciare ulteriormente la zona. L’Istituto Superiore di Sanità raccomanda, in caso di puntura o morso di insetto, di rimuovere con attenzione il pungiglione quando presente.
Dopo la rimozione:
lavare con acqua e sapone;
applicare freddo locale;
evitare che il bambino gratti;
valutare un antistaminico o una crema lenitiva se indicati dal pediatra;
usare antidolorifico se il dolore è importante, secondo peso ed età.
3. Cosa fare dopo una puntura di insetto
La prima cura è semplice:
lavare, raffreddare, controllare il prurito e osservare.
Si può applicare ghiaccio avvolto in un panno per alcuni minuti, mai direttamente sulla pelle. Le unghie del bambino vanno tenute corte, perché grattarsi può rompere la pelle e favorire infezione.
Una piccola reazione locale può durare anche alcuni giorni.
4. Cosa NON fare con le punture di insetto
Non grattare.
Non incidere la pelle.
Non spremere la puntura.
Non applicare ammoniaca su cute irritata o lesa.
Non usare alcol, candeggina, aceto o rimedi aggressivi.
Non applicare creme antibiotiche o cortisoniche senza indicazione.
Non dare antibiotico “per sicurezza”.
Non confondere ogni gonfiore con allergia grave.
Il problema più frequente non è la puntura in sé, ma il bambino che si gratta fino a infettare la pelle.
5. Quando preoccuparsi dopo una puntura
Serve valutazione medica urgente se compaiono:
difficoltà respiratoria;
gonfiore di labbra, lingua, occhi o volto;
orticaria diffusa;
vomito, pallore, debolezza;
sensazione di svenimento;
voce rauca;
tosse improvvisa;
peggioramento rapido delle condizioni generali.
Questi possono essere segni di reazione allergica importante.
Serve invece valutazione pediatrica se nei giorni successivi compaiono:
rossore che si allarga molto;
dolore crescente;
calore intenso della zona;
pus;
febbre;
striature rosse sulla pelle;
gonfiore persistente o peggiorativo.
Nota importante
Visualizza il post originale su FacebookI contenuti hanno finalità educative e non sostituiscono la valutazione del pediatra.